| NATURA E STRUTTURA DI ALCUNI STATI DI COSCIENZA | |
Autori: Marco Margnelli
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Descrizione: Lautore presenta a più riprese questa importante opera come un manuale concernente lo studio di diversi stati di coscienza: il sonno, il sogno, lo stato ipnotico o "trance" e, infine, lestasi. Il primo grande capitolo (o meglio la prima parte del volume) comprende sottocapitoli che si occupano in successione dello "yoga del sogno", del sogno lucido e, soprattutto, dello stato ipnagogico, lo stato che precede lentrata nel sonno. Lapproccio a ciascuno di questi stati è costantemente neurofisiologico, psicofisiologico e neuropsicologico, il che, probabilmente, costituisce la principale originalità nei confronti di altre opere, peraltro piuttosto rare, dedicate agli stessi stati di coscienza quali, per esempio, le due di Charles Tart, pubblicate luna nel 1968, laltra nel 1975. Il volume del 1968 era in realtà unantologia composta con testi scelti dal curatore che, anche se ebbe un forte impatto innovatore e unaccoglienza vastissima, era nondimeno lontano dallordinato rigore che Marco Margnelli ci offre nel suo. Laltro libro, del quale Tart era lunico autore, presentava ed esemplificava un metodo di studio degli stati di coscienza come "sistemi" che ebbe, di nuovo, unottima accoglienza (è tuttora un testo consigliato nelle Università), ma analizzava solo alcuni degli stati di coscienza che troviamo nel libro di Margnelli e, soprattutto, solo da un punto di vista psicologico. Il libro del 1968 nasceva in un periodo nel quale gli stati modificati di coscienza erano di moda a causa del massiccio consumo di marijuana e di LSD da parte degli hyppies, psicologicamente incoraggiati da modelli di riferimento quali Timothy Leary (la politica dellestasi) o Carlos Castaneda (il cui primo libro, A scuola dallo stregone, fu appunto tradotto e pubblicato in Italia nel 1968). In quegli anni i libri dedicati agli stati "alterati" o "modificati" della coscienza si proponevano come i manifesti di una controcultura nella sua fase offensiva diffusa un po dappertutto. Niente di tutto ciò nel lavoro di Margnelli che, tutto al contrario, è caratterizzato dal rigore scientifico e dallobbiettività e dal fatto che lautore è un uomo di laboratorio, medico, neurofisiologo e sperimentatore (soprattutto, ma non solamente, nel campo dellipnosi e dellestasi). Pur mantenendo linderogabile base dei dati sperimentali (che si nutre alla fonte di ricerche sia di molti anni or sono come recentissime, come dimostra labbondantissima bibliografia), Mar-gnelli non disdegna altre fonti dinformazione che da un lato arricchiscono la materia e dallaltro tentano un collegamento con le psicologie orientali che già nel 1968 avevano stuzzicato la curiosità dei ricercatori occidentali ma in modo piuttosto superficiale. Ciò è ben dimostrato, per esempio (e non è che uno dei tanti esempi che potrei fare per sostenere la mia opinione), dallultimo capitolo, dedicato allestasi. È uno stato che raramente ha attirato lattenzione dei ricercatori di neuroscienze, soprattutto dei neurofisiologi; può darsi perché, come suggerisce lautore, è uno stato che si manifesta quasi esclusivamente in contesti religiosi. Sicuramente, però, il disinteresse nei suoi riguardi è anche dovuto al fatto che al di fuori dellambito religioso apologetico (anche se non sempre) lestasi è stata interpretata come un disturbo psicologico di tipo isterico se non addirittura come psicosi. Nondimeno, dice Margnelli, è giunto il momento di toglierla dal catalogo delle psicopatologie e considerarla come unesperienza fisiologica, anche se di limite. Era già questa lopinione di Pierre Janet (in contrasto con quella di Jean Marie Charcot) il quale, sottolineando la sua dimensione dissociativa, non la vedeva necessariamente come una condizione patologica. Dopo venticinque anni di ricerche in materia, Marco Margnelli è anche persuaso che sia giunto il momento di stabilire le somiglianze e le differenze tra lo stato di estasi e lo stato ipnotico (ovvero la trance, come scrive Margnelli, che ha scelto di conservare la grafia corrente ricordando, però, che io proposi già quasi tre decenni or sono di riadottare la grafia di transe, che utilizzò Janet riallacciandosi allorigine del termine dal verbo latino transire, passare oltre) e si addentra in un accurato confronto che è assolutamente originale e rigorosamente condotto su dati di psicofisiologia e di psicologia. Ecco allora che, contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettati dopo aver letto il capitolo sullipnosi, basato su rigorosi dati di laboratorio (compresi quelli derivati dai suoi esperimenti), Margnelli comincia con unanalisi delle descrizioni autobiografiche di Santa Teresa dAvila, "dottore della Chiesa", proponendo che il terzo grado dellorazione teresiana sia uno stato di dissociazione "trancelike" e non una dissociazione patologica, come vari autori, a cominciare da William James e Leuba, hanno in molte occasioni sostenuto. Da questo punto di partenza, restando fondamentalmente il ricercatore rigoroso, luomo di laboratorio che ha lavorato per il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano, Margnelli rielabora la "mappa degli stati di coscienza" di Roland Fischer, perfezionando il "modello neurobiologico" che vi è esposto e raggiungendo conclusioni non poco lontane da quelle di Fischer. Mi è sembrato giusto insistere particolarmente sul capitolo finale del libro, quello dellestasi, per sottolineare il fatto che Margnelli, pur restando sempre fedele al rigore dei dati sperimentali non lascia mai da parte anche altri approcci, che definirei "fenomenologici" in senso lato, così che propone anche altri orientamenti interpretativi. Al di là di ciò, il libro è anche ricco di ipotesi ingegnose e ragionevoli come quella che gli stati di coscienza utilizzino dei "programmi operativi" come un computer, che esista "una coscienza per il giorno e una per la notte", che esista un "inconscio sensoriale", che esista un "osservatore nascosto" vigile e attento in tutti gli stati di "incoscienza", che le visualizzazioni terapeutiche abbiano una potenza direttamente proporzionale ai livelli via via più bassi della vigilanza, che lipnosi sia un sistema psicoterapeutico duttile e creativo che dovrebbe essere adottato su scala più vasta di quanto non lo sia ancora e altro che rende la lettura di questo "manuale" fruttuosa e molto stimolante.
INDICE Sonno e sogno
Introduzione Elettroencefalografia e stadiazione del sonno Stadio W Stadio 1 Stadio 2 Stadio 3 Stadio 4 Stadio REM Ipnogramma Ciclo sonno-veglia Neurofisiologia del sonno Sistema motorio Comportamento onirico disinibito nel gatto Sistemi sensoriali duranteil sonno REM Sistema vegetativo Attività elettrodermica durante il sonno Coscienza durante il sonno Processi primario e secondario Deprivazione di sonno Significato funzionale del sonno e del sogno Ontogenesi della coscienza Neuropsicologia del sonno e del sogno: emisferi destro e sinistro Yoga del sogno
Controllare i sogni Sogno lucido Introduzione Fisiologia Neurofisiologia e neurochimica Psicofisiologia Neuropsicologia Imparare Ipnosi Funzione
Stato ipnagogico
Introduzione Elettroencefalografia Attività mentale Movimenti oculari Attività elettrodermica durante laddormentamento Neurofisiologia Interpretazione delle allucinazioni Stato prolungato artificialmente Stato ipnotico o trance Definizione Ipnosi e isteria Condizione Semeiotica Teorie su natura e struttura Teorie neurofisiologiche Analgesia ipnotica Teorie psicologiche Neurofisiologia Elettroencefalografia Potenziali evocati e potenziali eventocorrelati Attività elettrodermica Osservatore nascosto Potenza dellimmaginazione Estasi Introduzione Modello neurobiologico Neurofisiologia e psicofisiologia Elettroencefalografia Sistema motorio Sistemi sensoriali Attività elettrodermica Pletismografia Frequenza cardiaca Respirazione Estasi e ipnosi
Bibliografia Indice analitico | |